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Itinerario blu
"Sulle tracce dell'Antica Turris Octava"


Partendo dalla Stazione Circumvesuviana di Torre del Greco l'itinerario "Sulle tracce dell'Antica Turris Octava", intende, ripercorrendo quelle che sono le antiche strade della "Torre", narrare un passato ricco di storia, arte e cultura.
Il percorso blu tocca vari siti di interesse storico culturale, che da secoli caratterizzano il volto di questa città. Palazzo Vallelonga, mirabile opera dell'architettura del Settecento, residenza di "delizie" ieri, sede della Banca di Credito Popolare oggi. La sua facciata principale è sull'attuale Corso Vittorio Emanuele, l'antica Strada Regia che, in epoca borbonica, collegava la Reggia di Portici con la Strada per le Calabrie (SS18).


» Palazzo Vallelonga
» Antica Strada Regia
» Villa Comunale
» Convento Zoccolanti
» Chiesa di S. Maria Delle Grazie
» Chiesa di S. Michele Arcangelo
» Basilica di S. Croce
» Chiesa di S. Maria Assunta
» Chiesa di S. Maria di Costantinopoli
» Palazzo Baronale
» Cento Cannelle
» Ferrovia dello Stato
» Ex Mulini Marzoli Meridionali
» Porto
» Le produzioni artigianali



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Procedendo secondo l'itinerario, la Villa Comunale sorge su quella che fu la colmata di un burrone, realizzata con le ceneri raccolte dalle strade e dai tetti degli edifici della città e da materiali di risulta, in seguito all' eruzione del 1906. Una grande terrazza panoramica, dalla quale si poteva osservare l'intero arco del golfo, oggi mantiene la sua stessa funzionalità di punto di aggregazione dei cittadini.
L'itinerario passa, dunque, sul sito che fino al 1794, anno della disastrosa eruzione vesuviana, ospitava la Porta principale della Città, che da Napoli dava accesso al Borgo di Capo la Torre. A destra il Convento dei Padri Zoccolanti, con annessa la Chiesa di S. Maria delle Graze, datato 1500 ca.
Sull'attuale Diego Colamarino, si affaccia la Chiesa dedicata a S. Michele Arcangelo, i cui antichi locali ed ingresso, essendo stati raggiunti dalla lava del 1794, sono attualmente sottoposti al livello stradale.
La Basilica di S. Croce, costruita agli inizi del 1500, chiamata Regia Estaurita perché fondata dai laici, i quali partecipavano al governo economico e designavano i candidati alla nomina di parroco. Divenne Parrocchia in seguito al Concilio di Trento (1545-1563). A decoro dell'antica chiesa vi erano gli stucchi di Lorenzo Vaccaro e i dipinti di Francesco De Mura, Luca Giordano, Francesco Solimena. L'eruzione del Vesuvio del 1794, che distrusse interamente l'edificio, lasciò in piedi il campanile seppellito solo nell'ordine inferiore. La attuale Basilica, inaugurata nel 1827, fu ricostruita sulle rovine dell'antica, su progetto dell'architetto Ignazio De Nardo e grazie all'opera infaticabile dell'allora parroco, oggi Beato, Vincenzo Romano.
Proseguendo per Via Largo Comizi, la Chiesa.di S. M. Assunta, che , avendo subito uguale sorte della chiesa di S. Michele Arcangelo, presenta oggi anch'essa l'originale piano di calpestio al di sotto del livello stradale.
Segue il Palazzo Baronale una delle espressioni monumentali di particolare rilievo della Città, la sua origine non è ben attestata. Pare che il "castello" esistesse già in epoca angioina, periodo in cui avrebbe ospitato la mensa vescovile di Napoli. Vari sono stati i proprietari, prima i Carafa poi Malizia poi residenza del barone Giovanni Langella, con l'Unità d'Italia l'edificio fu destinato a Palazzo di Città.
Di li a pochi passi sotto la rupe del Castello, le Cento Cannelle, monumento del XIX secolo a dir poco singolare, fontana alimentata dal fiume Dragone, oggi ipogeo, che ha origine dalle radici del Vesuvio. La sorgente era Pubblica e ad essa attingeva la popolazione.
Proseguendo si giunge, all'ultima tappa dell'itinerario "Sulle tracce dell'Antica Turris Octava", ma primo esempio di una realtà industriale insediatasi in una cittadina del Vesuviano: i Molini Meridionali Marzoli. L'Opificio, situato a ridosso della Ferrovia e sulla diga foranea del Porto, consta di 11 edifici su una superficie di circa 10.780 mq. Il Molino, nel 1911 entrò in funzione. Si producevano 2000 q.li di grano al giorno. Una fabbrica che ha saputo resistere alle guerre e alla incuria dell'uomo…si erge ancora imponente e maestosa!



Itinerario rosso
"dal mare il fuoco le produzioni artigianali"



Percorrendo l'autostrada Na -Sa e "imboccando" il casello di Torre del Greco, inizia l'itinerario "dal mare - il fuoco", il quale pone al centro dell'attenzione i principali fulcri rappresentativi della Città: l'Antiquariato ed il Corallo.
Due tradizioni radicate che si mantengono vive e floride, ieri come oggi, al centro dei flussi commerciali e turistici della città.




» Torlo Centro Antico
» Basilio Liverino
» Museo dell’Osservatorio Vesuviano
» Vesuvio - Visita al cratere

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Il Vesuvio, con il suo profilo inconfondibile che, maestoso si erge sullo sfondo e, con i suoi pendii, prolungandosi verso il mare, sembra raccogliere in un "caldo" abbraccio tutto il territorio sottostante.
Il percorso, dunque, inizia con la visita presso la Torlo Centro Antico, importante galleria di Antiquariato che ha sede in un'incantevole Villa patrizia della metà del XIX secolo, restaurata e predisposta ad ospitare, nelle sue sale espositive, opere pregevoli di artisti dei secoli passati; si estende su tre livelli per un totale di 1600 mq ed e' immersa in un rigoglioso giardino a cui e' annesso un ampio parcheggio a disposizione dei clienti.
Dopo tanto splendore architettonico, l'itinerario non poteva che toccare un'altra perla della realtà lavorativa e artistica torrese: Basilio Liverino snc una moderna sede, circondata da pini marittimi, che contraddistinguono l'intero paesaggio di Torre del Greco, e sovrastata dal Vesuvio nasconde un'azienda centenaria prima a carattere familiare, ora vera industria del corallo e dei cammei.
Il Museo dell'Osservatorio Vesuviano, è la più antica istituzione scientifica dedicata allo studio dei vulcani, la cui fondazione risale al 1841. Il luogo scelto si mostrava particolarmente adatto, in quanto sufficientemente distante dal cratere da non essere raggiunto dai lapilli e dai proietti di grosse dimensioni, e abbastanza elevato sull'originario piano di campagna, tanto da non essere interessato dalle colate di lava che furono eruttate dopo la sua costruzione.
In tutta la sua maestosità il Vesuvio. Il sentiero natura n. 5 "Il Gran Cono" parte dal Piazzale posto a quota 1000 m s.l.m. Dal Piazzale si può già godere di una splendida veduta del versante settentrionale del Monte Somma con i Cognoli di Sant'Anastasia e la Punta Nasone, la cima dell'antico vulcano alta a 1.132 metri, opposta ai Cognoli di Ottaviano e di Levante, mentre alzando lo sguardo verso l'alto, si può trattenere il fiato osservando dal basso quella che sarà l'ascesa al bordo inferiore dello Sterminator Vesevo.
La veduta panoramica che unisce terra e mare più suggestiva ed affascinante del Golfo.



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